
Mente Circolare.
Emozioni, memoria e neurodegenerazione: ciò che siamo stati, ciò che torniamo a essere
Il passato che cura il presente
Un nuovo paradigma per comprendere mente, memoria e neurodegenerazione
Con Mente Circolare, Anita Avoncelli compie un passo innovativo nella riflessione sul rapporto tra sviluppo, salute mentale e processi neurodegenerativi.
Un libro che rappresenta non solo un’evoluzione del suo percorso professionale, ma soprattutto un cambio di prospettiva: la cura – e ancor più la prevenzione – non si radica nel presente, ma inizia molto prima, nelle fondamenta della nostra storia personale e dell’umanità.
Accogliere questa visione implica porsi una domanda essenziale, che diventa chiave di lettura del testo:
Chi si è stati?
Solo interrogando le nostre origini possiamo comprendere ciò che siamo e ciò che potremmo tornare a essere.
La nascita di un nuovo sguardo
Il testo considera la salute come un processo circolare in cui le esperienze precoci, le relazioni e il contesto plasmano l’organismo, predisponendo non solo il comportamento e la personalità, ma anche la vulnerabilità a specifiche condizioni, dalle malattie neurodegenerative a quelle psichiatriche e autoimmuni.
L’autrice propone una lettura radicale: per comprendere ciò che accade alla mente che invecchia, occorre riconoscere ciò che quella stessa mente è stata.
Ogni individuo, nel suo percorso evolutivo, incorpora tracce che si riattivano e si trasformano lungo l’intero arco della vita.
Un viaggio tra scienza, relazione e storia personale
Prendendo avvio dalle radici della teoria dell’attaccamento di John Bowlby e dai contributi di Giovanni Liotti, il testo mette al centro l’essere umano nella sua progressione evolutiva: dagli albori della vita alle prime relazioni, dalla formazione delle memorie emotive all’emergere dell’adulto.
Il pensiero pedagogico di Maria Montessori diventa guida per comprendere quanto l’ambiente favorisca o ostacoli l’espressione delle potenzialità umane, mentre la teoria della retrogenesi di Barry Reisberg offre un ponte interpretativo sorprendente: nel processo degenerativo della mente, si percorrono a ritroso le tappe che hanno segnato la costruzione dell’identità.
Così, ciò che siamo stati diviene lente per osservare ciò che torniamo a essere.
Malattia, epigenetica e prevenzione relazionale
Mente Circolare esplora come stress cronico, storia personale ed epigenetica possano modulare l’espressività biologica, contribuendo al rischio di neurodegenerazione o malattia autoimmune.
Le dinamiche relazionali assumono un ruolo determinante: sistemi di sostegno e ambienti ricchi possono mediare l’impatto del disequilibrio, mentre contesti disfunzionali ne amplificano le conseguenze.
Questa visione sistemica non si limita alla comprensione della malattia, ma propone una concretezza preventiva: ciò che ereditiamo in termini di modelli relazionali diventa fattore predittivo del nostro futuro biologico.
Ciò che abbiamo appreso plasma ciò che saremo
Il libro suggerisce che la storia emotiva – personale, familiare e culturale – scrive memorie profonde che riemergono più avanti nella vita, specie quando la vulnerabilità biologica si manifesta.
Le malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer, ma anche alcune condizioni psichiatriche e autoimmuni, acquisiscono così un nuovo senso interpretativo: non solo patologie del presente, ma espressioni tardive di traiettorie inscritte molto prima.
Una proposta che unisce scienza e umanesimo
Con una scrittura accessibile ma rigorosa, Mente Circolare riunisce neuroscienze, psicologia, pedagogia e medicina evoluzionistica per offrire una visione integra dell’essere umano.
Il risultato è un invito a ripensare la cura a partire dalle sue origini, facendo della prevenzione relazionale un terreno fecondo su cui costruire salute e resilienza.
Perché ciò che abbiamo acquisito – modelli, esperienze, relazioni – non solo plasma ciò che siamo stati, ma determina profondamente ciò che diventeremo.
E, ancora una volta, la domanda centrale ritorna a guidarci:
Chi si è stati?
Solo da questa consapevolezza può nascere un futuro capace di integrare memoria, cura e trasformazione.
Una nuova collaborazione che dà vita a un progetto di visione e ricerca
Con profonda soddisfazione annuncio la mia nuova collaborazione con Anicia, casa editrice da sempre impegnata nella promozione della cultura educativa, psicologica e scientifica.
Un incontro di intenti e valori che ha reso possibile la pubblicazione di Mente Circolare. Emozioni, memoria e neurodegenerazione: ciò che siamo stati, ciò che torniamo a essere, un libro che segna un passo importante nel mio percorso professionale e umano.
La scelta di collaborare con Anicia non è casuale: la casa editrice condivide una visione dell’essere umano come realtà complessa e in evoluzione, in cui educazione, relazione e conoscenza si intrecciano.
Da questa comunanza di sguardo nasce un progetto che ambisce a unire scienza e umanesimo, teoria e vita, per offrire strumenti di comprensione e di prevenzione che guardano alla persona nella sua interezza.
Mente Circolare è il risultato di questo dialogo tra pensiero e pratica, tra ricerca e sensibilità clinica, tra radici e futuro.
Un testo che, grazie al sostegno di Anicia, si propone di portare la riflessione su emozioni, memoria e neurodegenerazione oltre i confini della clinica, verso una cultura della prevenzione e della consapevolezza.
Questa collaborazione rappresenta quindi molto più di una pubblicazione: è l’inizio di un percorso condiviso, volto a diffondere un nuovo modo di pensare la salute, la mente e la vita come processi circolari, in continuo movimento tra ciò che siamo stati e ciò che torniamo a essere.
Mente circolare su Casa editrice Anicia: https://www.edizionianicia.it/prodotto/mente-circolare/

