Articoli

AIUTAMI A FARE DA SOLO: dalla pedagogia di Maria Montessori ad una cura non farmacologica per persone con demenza

“Aiutami a fare da solo” rappresenta una delle frasi più celebri della famosa pedagogista Maria Montessori. In questa semplice ma fortissima frase è espresso tutto il suo pensiero, fatto di riconoscimento, umiltà ma soprattutto rispetto delle potenzialità.

La persona con demenza, come per ciò che rappresenta il bambino per Maria Montessori, non resta ai confini di una scelta ma ne assume pieno significato e forza, attraverso il suo essere. Osservazione ed ancora osservazione pura, rappresentano i capisaldi di un percorso di studio che va alla semplicità dell’essere, che mentre nel bambino è in divenire, nella persona con demenza è in un recuperare, riconoscere e ridare dignità. Questi aspetti, in modo pratico, diverranno punti di riferimento del percorso di studio che si andrà a toccare delle giornate formativa organizzate in diverse  città: Bologna, Treviso, Torino e Milano, in cui si potrà cogliere la bellezza di questo approccio e la sua possibilità di intervento a livello domiciliare, sanitario e sociale.

Il modello Montessori a base sistemica rappresenta un’opportunità di vedere la persona con demenza in modo diverso da come ci hanno sempre abituati a gestirla, a gestirla. L’importanza di una visione complessiva a livello sistemico della persona con demenza e della sua famiglia sotto il profilo trigenerazionale rappresenta un passo in avanti rispetto alle più diffuse proposte di cura.

La persona con demenza non perde la sua identità con la malattia, per tanto, sarà necessario adottare tutte le possibili strategie per mantenere la sua vera essenza.

Questo approccio può essere applicato al mondo degli anziani, ma non solo, dove la cura sta proprio nella conoscenza di chi erano, negli ambienti, ma anche alla creazioni di supporti mirati, alle loro relazioni e al loro apprendimento, che a differenza di quello dei bambini che acquisiscono competenze per poi evolversi, quello degli anziani è l’opposto, con il conseguente decadimento e oblio.

Identità, relazione e cura rappresentano i cardini del mio approccio attraverso un pensiero montessoriano.

Partendo dalla teoria della retrogenesi, il modello Montessori per la demenza, MMD, che propongo all’interno delle cure non farmacologiche ha come caratteristica essenziale quella di costruire una relazione positiva tra la persona affetta da demenza, le persone che le stanno accanto e l’ambiente, così da ridurre gli eventuali segni di stress, che spesso vengono erroneamente definiti come stati di agitazione, aggressività o più in generali come disturbi del comportamento.

Il pensiero di Maria Montessori, diviene il filo conduttore di questo modello, che però deve tenere sempre ben presente la diversità di intervento, visto che stiamo trattando una persona adulta.

Sono in partenza delle giornate formative su questo modello che permetterà di condividere concretamente anche con altri professionisti un approccio di cura e di relazione.

Le giornate, in diverse città, permetterà di poter scegliere a quale formazione partecipare.

Gli incontri che si andranno a realizzare sono aperti per tutti coloro che desiderano conoscere questo approccio per la loro realtà socio sanitaria e vogliono concretamente fornire un supporto per i propri professionisti o come colleghi trovare delle strategie innovative.

TREVISO 11 MARZO 2022 SOLD OUT

TORINO 22 APRILE 2022

BOLOGNA 13 MAGGIO 2022

MILANO 27 MAGGIO 2022

Per informazioni si prega di inviare una mail attraverso il modulo contatti: https://www.avoncellianita.it/contatti/

CHE COS’E’ L’AMORE?

CHE COS’È PER TE L’AMORE?

Che cos’è per te l’amore?
Un sorriso.
Una parola gentile.
Una cartolina sbiadita di un dolce viaggio che apre la mente ai nostri ricordi.
Un mazzo di fiori.

Che cos’è per te l’amore?

Una vecchia macchina.
Uno sguardo.
Una voce.
Il profumo del piatto della domenica in famiglia.

Che cos’è per te l’amore?

L’amore per me ha l’immagine della mia tazza da the.

Una tazza sbeccata perché ha il suo tempo, diversa da tutte le altre, ma che ogni mattina, con cuore mi trovo in cucina preparata con affetto da chi sa che cosa voglio.
Sì perché l’amore che cos’è se non il prendersi cura e nel fare felice gli altri con piccoli gesti.

Nella semplicità.
Nella quotidianità.
Nel prenderci cura dell’altro.

Semplici azioni che nel quotidiano aiutano, sostengono ci fanno sentire parte.

Che cos’è per te l’amore? E nel tuo progetto di cura?

non è forse il semplice prendersi cura…

AIUTAMI A FARE DA SOLO: L’APPROCCIO MONTESSORI APPLICATO ALLE PERSONE CON DEMENZA

AIUTAMI A FARE DA SOLO: L’APPROCCIO MONTESSORI APPLICATO ALLE  PERSONE CON DEMENZA

“Aiutami a fare da solo” rappresenta una delle frasi più celebri della famosa pedagogista Maria Montessori. In questa semplice ma fortissima frase è espresso tutto il suo pensiero, fatto di riconoscimento, umiltà ma soprattutto rispetto delle potenzialità.

La persona con demenza, come per ciò che rappresenta il bambino per Maria Montessori, non resta ai confini di una scelta ma ne assume pieno significato e forza, attraverso il suo essere.

Osservazione ed ancora osservazione pura, rappresentano i capisaldi di un percorso di studio che va alla semplicità dell’essere, che mentre nel bambino è in divenire, nella persona con demenza è in un recuperare, riconoscere e ridare dignità.

Questi aspetti, in modo pratico, diverranno punti di riferimento del percorso di studio che si andrà a toccare nella giornata formativa di Bologna prevista per il giorno 25 febbraio in cui si potrà cogliere la bellezza di questo approccio e la sua possibilità di intervento a livello domiciliare, sanitario e sociale.

Per informazioni ed iscrizioni inviare una mail a: info@avoncellianita.it

ANSDIPP concorso Nazionale di Arte e Letteratura

Ansdipp, l’Associazione dei Manager e Direttori/Responsabili dei Servizi Socio-Sanitari, istituisce la prima Edizione del Concorso nazionale di Arte e Letteratura,  allo scopo di promuovere la cultura dell’arte e la sensibilità di chi opera all’interno dei Servizi alla Persona.

Sono previste quattro sezioni a “macro tema”, a cui si concorre con le modalità qui sotto specificate.

DESTINATARI:

Il Concorso è rivolto a tutto il personale, dipendente o consulente, afferente ai Servizi alla Persona/Socio Sanitari, ad ogni grado o livello e in ogni settore (anziani, disabili, minori, svantaggiati sociali), sia pubblico che privato.

REGOLAMENTO:

Le opere concorrenti, complete di copia del versamento, scheda di iscrizione (reperibile in calce al presente bando), curriculum dell’autore e specifiche indicate per ogni Sezione nel bando, vanno inviate via posta elettronica o spedite (evitando l’invio tramite posta raccomandata) al seguente indirizzo: info@ansdipp.it  (indicare in Oggetto ”Concorso ANSDIPP Arte e Letteratura 2022”) oppure a Segreteria Premio ANSDIPP 2022, via Largo Gradassi 15/c – 45021 Badia Polesine (RO) entro e non oltre il 28 febbraio 2022 (farà fede il timbro postale o l’ora di invio della posta elettronica

Il concorso nasce con lo spirito di ricordare due importanti nomi del panorama socio sanitario, Renato Dapero e Alberto De Santis, che hanno dato nella loro vita una grande importanza al senso della buona cura, alle relazioni, alla volontà di promuovere un nuovo approccio al senso di aiuto delle persone più fragili.

In memoria di RENATO DAPERO

Renato Dapero è stato direttore dell’Istituto Andreoli di Borgonovo Valtidone (PC) fino al 2006, anno in cui è andato in pensione. Ha scelto però di continuare a dedicarsi al settore dell’assistenza agli anziani, lavorando come libero professionista nell’ambito della comunicazione e prestando il proprio impegno in ambito associativo.
Ricordiamo il suo impegno in qualità di Presidente nazionale ANSDIPP, in un mandato difficile, dove ha risanato il bilancio e rilanciato le attività associative, con grinta e dedizione.
Due erano le sue caratteristiche principali: un profondo ottimismo e una spiccata capacità di “guardare avanti”.
Credeva fermamente nella necessità di costruire un orizzonte culturale migliore, affinché migliore potesse essere la
qualità di vita degli anziani e di tutti i professionisti. Da qui la scelta di fondare una Casa Editrice che si dedicasse solo ed esclusivamente a questo settore: Editrice Dapero, oggi portata avanti dalla figlia Giulia che, ispirata dalla sua lungimiranza, ha scelto di seguire le sue orme.

In memoria del Prof. Alberto De Santis

L’improvvisa scomparsa, avvenuta a febbraio2021, del prof. Alberto De Santis, Presidente Anaste (Associazione Nazionale Strutture Territoriali), che con illuminata visione ha guidato le attività associative, per oltre venti anni, ha lasciato sgomenti quanti lo hanno conosciuto e con i quali ha collaborato.
Alberto De Santis è stato una guida e un riferimento per il settore, rappresentando negli anni un esempio nella dedizione al servizio associativo, con uno sguardo sempre rivolto al futuro e all’innovazione, ma attento alle esperienze del passato; ha saputo raccogliere le esigenze delle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali
riportandole all’opinione pubblica e alle Istituzioni, e facendo diventare Anaste un punto di riferimento.
Grazie ad Alberto De Santis, l’Anaste ha potuto negli anni raggiungere importanti obiettivi, anche attraverso la partecipazione a Federsalute, federazione nazionale del settore della sanità di Confcommercio imprese per l’Italia, e ad E.C.H.O., Confederazione Europea delle Organizzazioni rappresentative delle strutture socio-assistenziali, del quale è stato più volte presidente, nazionale ed europeo.
Sotto la guida di Alberto De Santis Anaste ha raggiunto molti obiettivi, dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro Anaste rinnovato nel 2002 al nuovo e innovativo CCNL sottoscritto nel 2017, dalla presentazione di un disegno di legge su un Nuovo Fondo Unico sulla Non-Autosufficienza, alla creazione della Fondazione ANASTE Humanitas, progetto a lungo da lui ricercato, e volto alla promozione di attività di ricerca, studio, formazione e cultura
della socio-assistenza e socio-sanità a favore degli anziani.
Ideatore e promotore di attività e progetti di formazione, ha saputo coagulare gli interessi e le esperienze di diversi operatori del settore e organizzazioni di categoria, come nell’ultimo evento di celebrazione del trentennale della Anaste, con il fine di costruire e rinnovare il settore alla luce delle nuove sfide future.
Sotto la guida del Prof. De Santis, Anaste che rappresenta le imprese private di assistenza territoriale agli anziani, autosufficienti e non autosufficienti, è diventata la voce più autorevole in tema anziani.
Alberto De Santis è stato un amico e un maestro, la sua energia è ora tra noi e la sua forza è, grazie all’esempio che ha trasmesso, nelle persone che ha illuminato.

 

 

 

Chiedimi chi sono stato

 

Chiedimi chi sono stato

perché lì dovrai cercarmi.

Nelle pieghe delle mie rughe

troverai il passato.

Nelle paure che mostrerò

rivivrai il mio percorso.

Proteggimi ma non sostituirti.

Ascoltami e non deridermi.

I tuoi occhi saranno il mio rifugio.

E se proprio non sai cosa fare

stammi solo accanto

perché io ti sentirò.

 

Anita Avoncelli

Approccio Montessori sistemico nelle demenze

Riflesso negli occhi di un altro, il bambino può conoscere se stesso e la sua identità. Di conseguenza, la condivisione e il riconoscimento della sua immagine fotografica gli forniscono un’ulteriore opportunità nella sua ricerca di identità e riconoscimento, gli danno una conferma di se stesso e della sua individualità.[1]

La fotografia fornisce a tutte le persone, indistintamente dall’età, una possibilità migliore di essere visti e riconosciuti, ma soprattutto di riconoscersi. La scelta di una foto da mostrare è l’immagine che scegliamo per mostrarci ovvero come vogliamo essere visti. Le immagini hanno un potere immenso, perché la fotografia che ci viene mostrata è un dono, una finestra che ci permette di vedere chi abbiamo di fronte.

Le fotografie sono un legame con il nostro passato e ci forniscono forse l’illusione di una sorta di controllo sul divenire ma soprattutto una conferma di ciò che siamo stati, di ciò che eravamo, del fatto che siamo esistiti e come abbiamo vissuto e quindi un ottimo mezzo di comunicazione.

Permettere ad una persona, in particolare con demenza, di ricostruire la sua identità attraverso l’uso della fotografia, come possibilità di veicolo di quell’immagine che ha dentro di sé, ma per la malattia non è più in grado di mostrare ma solo di sentire forte dentro il suo corpo, la sua mente, il suo cuore, rappresenta un utile modello di intervento e di accoglienza nel momento in cui ci prendiamo sulle spalle e quindi ci assumiamo la responsabilità come équipe di  chi abbiamo di fronte. [3]

Vedere una foto, permette di superare la visione limitante di un elenco clinico, ma accogliere realmente quella persona con la sua storia e la sua identità, ma soprattutto come vuole essere accolta, trattata, rispettata.

La fotografia rappresenta un ponte tra un io ed un tu e ci invitano a pensare, a conservare un ricordo vivo del passato che il tempo altrimenti cancellerebbe.

Accogliere una persona attraverso la fotografia e di tutte quelle informazioni che ci possono definire quella famiglia, non è solo accogliere una biografia attivare una cura immediatamente più dignitosa, più umana, proprio perché si coglie la sua unicità.

Solo se riusciamo a costruire uno spazio, un nucleo, un ambiente in cui la persona affetta da demenza ha la possibilità di dedicarsi a ciò che lo fa stare bene, allora potremmo dire che quel ambiente funziona sufficientemente bene.

La logica dell’accompagnare e non di ostacolare il processo di crescita descritto da Montessori deve essere applicata anche alla persona con demenza, tenendo conto che prima e oltre alla malattia risiede una persona.[2]

Questa è solo una piccola parte di ciò che significa approcciarsi in modo sistemico alla persona con demnza attraverso il Modello Montessori Sistemico.

Di tutto questo e molto di più ne parleremo nel prossimo corso che si svolgerà a Milano venerdì 17 e  sabato 18 settembre 2021, per informazioni ed iscrizioni: info@avoncellianta.it

[1] Berman L., La fototerapia in psicologia clinica, metodologia e applicazioni, Edizioni Erickson, Trento, 1997

[2] Avoncelli A., Intuizioni montessoriane per la demenza, una nuova visione di cura, Maggioli Editore, Bologna, 2021

[3]Avoncelli A., Montessori abbraccia le demenze, Maggioli Editore, Bologna, 2021

 

TRATTO DA:

AVONCELLI ANITA

MONTESSORI ABBRACCIA LE DEMENZE Maggioli 2021

All rights reserved

Il metodo Montessori sostiene il bambino, ma nelle demenze a cosa serve?

La persona affetta da demenza non è tanto rivolta verso un trovare qualcosa di nuovo ma piuttosto tentare per quanto possibile di non perdere la sua specificità nella malattia. Ogni persona è molto di più della malattia, qualunque essa sia.  Non è una ricerca verso una nuova identità, o un qualcosa di nuovo, ma appunto nella demenza la persona deve essere sostenuta a mantenere la sua specificità, la sua identità, le sue abilità, ovvero tutte quelle peculiarità che rendono unica quella persona seppure nella malattia. Reisberg nel descrivere la retrogenesi, affronta delle tappe “involutive” che la persona affetta da demenza si trova a ripercorrere come la stessa Montessori in chiave “evolutiva” descrive nel bambino.

Se noi non possiamo pensare di chiedere ad un bambino di 6 mesi di saltare, così ad una persona affetta da demenza non possiamo pretendere delle prestazioni che non siano adeguate alla fase specifica del suo percorso.

Non posso chiedere ad un bambino di un anno e mezzo che mangi in autonomia, restando seduto e fermo per tutto il tempo, come non posso chiedere ad un persona affetta da demenza che il suo tempo di attenzione sia prolungato.

Devo capire in quale fase si trova ma soprattutto non perdere di vista chi è, quali sono le sue esperienze, quali sono le sue competenze, quali sono i suoi bisogni.

Il personale sanitario è formato adeguatamente per sostenere una persona affetta da Alzheimer con il metodo Montessori?

C’è ancora tanta strada da percorrere. Il metodo Montessori è prima di tutto un pensiero di vita e ad oggi non c’è ancora molto personale formato al metodo Montessori nella  misura in cui non c’è stato uno spazio adeguato al metodo in sé nei diversi campi dell’educazione in campo accademico. Inoltre non ho trovato fonti letterarie che abbiano messo assieme Demenza, Retrogenesi e Montessori da un punto di vista sistemico perché affrontare una malattia è primariamente affrontare la persona nella sua complessità. Come ho tentato di fare nelle diverse pubblicazioni “Montessori abbraccia le demenze” https://www.maggiolieditore.it/montessori-abbraccia-le-demenze.html, e con la rivisitazione del libro “Intuizioni montessoriane per le demenze” https://www.maggiolieditore.it/intuizioni-montessoriane-per-la-demenza.html  rappresentano una possibile strada da affrontare per poter avere una visione diversa delle demenze, per evitare di parlare solo di anziani con demenza ma bensì di persone (spesso purtroppo sempre più giovani), consapevoli che non sia una risposta totalizzante ma una possibile risposta da dare e da cui partire insieme, ma soprattutto dove il personale va adeguatamente formato. Non è solo ambiente, non è solo comunicazione, non sono ricettine ma una visione completamente diversa dell’approccio alla persona.

Se vuoi essere informato sui prossimi corsi in partenza invia una mail: info@avoncellianita.it oppure visita la pagina dei prossimi convegni ed eventi: https://www.avoncellianita.it/eventi/

 

INTUIZIONI MONTESSORIANE PER LA DEMENZA.

Con questa nuova edizione esce il libro “Intuizioni montessoriane per la demenza. Una nuova visione di cura” completamente rinnovato, non solo nella grafica ma anche nell’interno, proprio per rispondere ancora di più ad alcuni concetti chiave legati al tema della relazione.

Questo libro rappresenta il tentativo di aprire le porte ad una nuova visione della demenza attraversa la pedagogia montessoriana, che forse solo negli ultimi anni si sta scoprendo come fautrice di una visione dell’umano estremamente completa.

Non solo il bambino ed il giovane adulto, ma anche la fase geragogica dettata da un’età più avanzata della nostra esistenza diviene elemento di prevenzione, cura e relazione.

La validazione, la biografia e la centralità della persona,  rappresentano i capisaldi di questo pensiero che permette una vera rivoluzione dell’approccio alla persona con demenza.

Montessori e Reisberg e tanti altri rappresentano il filo conduttore che accompagnerà il lettore in una visione della vita nella sua interezza.

Buona lettura

Per acquistarlo: https://www.maggiolieditore.it/intuizioni-montessoriane-per-la-demenza.html

DA PAI A PROGETTO DI VITA CON SOFTWAREUNO gruppo ZUCCHETTI

Un interessante articolo che analizza con estrema accuratezza uno dei principi fondamentali del Modello Montessori per le demenze.

Nella realtà però emerge la necessità di avere ben chiaro che cosa significa libertà e come aggettivarla, come renderla concretezza di vita, senza lasciarla semplicemente su carta rendendo la persona con demenza ancora una volta un semplice oggetto di una libertà tanto proclamata ma mai resa autentica.

Ne riporto una parte:

Viviamo in una società sempre più focalizzata sulla libertà dell’individuo, la libertà di essere e di fare ciò che lo rende felice.
Il paradosso di questa continua ricerca di benessere è che internet ci avvolge e crea un mondo di relazioni virtuali e informazioni che confermano e sostengono le nostre idee in modo pericolosamente rassicurante.
Questo succede a noi, ragazze e ragazzi, donne e uomini di ogni età, capaci di esprimere con autonomia e consapevolezza desideri, bisogni e aspettative. Esistono invece delle categorie di persone a cui questa possibilità viene sostanzialmente esclusa; si tratta delle persone affette da disabilità e dagli anziani che hanno perso in parte o totalmente l’autonomia psico-fisica.
Fino agli anni ’80 queste persone erano consapevolmente emarginate dalla società, spesso motivo di vergogna per le famiglie, venivano ospitate da istituzioni caritatevoli i cui metodi spesso mal si conciliavano con la loro definizione. Negli ultimi cinquant’anni, man mano che la concezione di disabilità intellettiva e fisica, congenita o legata all’età, è stata razionalizzata all’interno di un’idea scientifico-fisiologica dell’essere umano, abbandonando il precedente stato animistico-patologico in cui spesso malattia era sinonimo di punizione.

Il resto dell’articolo è qui: https://softwareuno.it/progetto-di-vita/

MILANO 17 – 18 SETTEMBRE 2021

Oggi giorno, dopo più di un anno in cui le nostre realtà socio sanitarie sono state colpite duramente da questo virus, hanno vissuto sulle loro spalle la fragilità di molti interventi che poi si sono rilevati precari di fronte alla mancanza di personale, di organizzazione poco centrate sulla persona, ma soprattutto attività spesso orientate ai grandi gruppi piuttosto che alla specificità della persona.

Maria Montessori neuroscienziata che più di 100 anni fa attraverso l’osservazione rivolta ai bambini comprese l’importanza di fornire adeguate stimolazioni che fossero totalmente in linea con lo sviluppo stesso del bambino. Oggi a distanza di più di un secolo si scopre che il suo approccio è ancora estremamente attuale per l’infanzia ma assolutamente applicabile anche nel mondo adulto ed in particolare per le persone con demenza non solo in fase inziale ma anche, conoscendo approfonditamente la pedagogia della Dottoressa Montessori, nelle fasi finali dell’esistenza dell’umano.

Oggi giorno chi esce dall’università e si trova a dover lavorare a diretto contatto con le persone con demenza, non sempre possiede adeguati strumenti di intervento e conoscenza ed il rischio è di riproporre modalità ed interventi non rispondenti alle vere esigenze delle persone con demenza ma piuttosto ad una organizzazione distante dalla quotidianità fatta di comprensione concreta e proposte veramente attivanti.

E’ con questo spirito che andremo a proporre due giornate di formazione a Milano che si articoleranno su questi due aspetti:

  1. CAMBIARE IL NOSTRO PUNTO DI VISTA SULLE DEMENZE;
  2. ATTIVARE STRATEGIE E MODALITA’ DI INTERVENTO PRATICHE;

 

PROGRAMMA COMPLETO e CONTATTI

Destinatari del corso                  

Il percorso formativo è rivolto a: pedagogisti, educatori professionali,  infermieri,  ausiliari socio assistenziali, operatori socio sanitari, operatori della riabilitazione, fisioterapisti, animatori, medici, psicologi, direttori di struttura, coordinatori.

Docente                              

Dott.ssa Anita Avoncelli

Durata            

registrazione iscritti consegna materiale dalle ore 9.00

inizio corso dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 14 alle ore 17.00

Data e luogo

17 e 18 settembre 2021 Milano

Modalità di erogazione   

Corso di formazione in presenza

Cosa è compreso nella quota di iscrizione

Cartellina con materiale formativo, libro studio, coffee break

Perché è importante la pedagogia montessoriana nella demenza

La grande pedagogista Maria Montessori ha rappresentato nel vasto panorama dell’educazione un faro per il profondo cambiamento dettato nel mondo dell’infanzia. Il suo “Metodo Montessori” è conosciuto in tutto il mondo ma negli ultimi anni ha avuto un notevole riscontro, per i suoi risultati incoraggianti, anche nel vasto panorama delle demenze.
Autonomia, autocorrezione e libertà sono i capisaldi di tale approccio che può essere tranquillamente riproposto nell’ambito della pedagogia della terza età. Questo modello di intervento diviene un importante strumento di aiuto e sostegno per tutti coloro che, a diverso titolo, si devono relazionare o sostenere una persona con demenza.

Il modello Montessori promosso dalla Dott.ssa Anita Avoncelli, che lavora in tale campo da oltre 20 anni, non si basa solo su una mera applicazione di un metodo pedagogico scientificamente riconosciuto ma oltre, andando a lavorare sulla specificità della persona sotto il profilo sistemico dal punto di vista più remoto. Dopotutto, l’evoluzione di questi anni all’interno delle strutture socio sanitarie ha fatto emergere sempre di più la necessità di un intervento di rivisitazione e riorganizzazione che parta prima di tutto da una visione diversa di demenza. I professionisti che, a diverso titolo lavorano nelle strutture socio sanitarie, non sempre sono adeguatamente preparati con strumenti che li aiuterebbero nella quotidianità oltre l’aspetto assistenziale. Non basta più un “fare” ma bensì cogliere delle specificità che permettano di attuare un vero cambiamento in chi opera dall’interno. Maggiori e nuove visioni per cogliere l’evoluzione della malattia così da riuscire ad essere concretamente un sostegno per la persona con demenza ed i suoi familiari. La qualità e la specificità della formazione del personale riabilitativo ed addetto all’assistenza, merita un’evoluzione, anche in virtù del cambiamento stesso delle persone che entrano all’interno delle strutture, che sono sempre più anziane e deficitarie. Il modello Montessori per le demenze, rappresenta un approccio di supporto, ma anche di cambiamento.

Pubblicazioni della Dott.ssa Avoncelli: “Montessori abbraccia le demenze” e “Intuizioni montessoriane per la demenza”.

Contenuti della prima giornata:

  • MONTESSORI NELLA STORIA
  • PEDAGOGIA MONTESSORIANA
  • PERCHÈ MONTESSORI NELLE DEMENZE
  • DAL BAMBINO ALL’ANZIANO
  • RETROGENESI COME NUOVA VISIONE DI CURA
  • QUALE BIOGRAFIA
  • COME CAMBIA IL PAI
  • LIBERTÀ, AUTONOMIA, AMBIENTE
  • VIDEO, LAVORI DI GRUPPO

Contenuti della seconda giornata:

  • QUALE RELAZIONE POSSIBILE
  • LA CASA COME AMBIENTE DI CURA
  • ORGANIZZAZIONE CENTRATA SULLA PERSONA
  • QUALI MATERIALI ED ATTIVITÀ PROPORRE
  • DA ATTIVIÀ  OCCUPAZIONALI AD ATTIVITÀ MONTESSORIANE
  • COME CAMBIA L’AMBIENTE NELLA VISIONE MONTESSORIANA
  • COME CAMBIA IL PROFESSIONISTA NELLA VISIONE MONTESSORIANA
  • VIDEO, LAVORI DI GRUPPO PROGETTUALITÀ CON ATTIVITÀ PRATICHE

Al termine delle due giornate verrà rilasciato o inviato in formato pdf l’attestato di partecipazione.

Obiettivi formativi

Il corso deve permettere ai partecipanti:

  1. Conoscere la filosofia e la pedagogia di Maria Montessori;
  2. Riflettere sul proprio ruolo professionale nell’ambito di una struttura socio sanitaria o come care giver;
  3. Modificare la visione di malattia;
  4. Sviluppare una maggiore autonomia e responsabilizzazione nell’attivazione del cambiamento;
  5. Essere in grado di realizzare un ambiente, delle attività sulla base di una pedagogia montessoriana;
  6. Cogliere l’importanza di una maggiore libertà

Metodologia didattica

  • Esposizione
  • Supporti audiovisivi
  • Esercizi ed esperienze pratiche individuali
  • Confronti di gruppo

PER  AVERE MAGGIORI INFORMAZIONI sui costi, modalità di iscrizione, scrivete una mail a: info@avoncellianita.it oppure usando il modulo contatti:https://www.avoncellianita.it/contatti/

Sarete ricontattati nell’arco di una giornata.